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Esiste un Paese, in grado di trainare il settore, mentre molti altri preferiscono occuparsi delle proprie questioni. Questo riassume bene i recenti dati di WindEurope sul crescere dell’energia eolica in Europa, una situazione che purtroppo riflette numerosi altri aspetti all’interno dell’Unione Europea.
Sommario
- Nuovi impianti eolici: al primo posto la Germania
- Gli altri Paesi in ritardo
- Le principali criticità per la crescita dell’eolico
- Le previsioni per l’Europa per nuove installazioni
- Conseguenze pericolose
Nuovi impianti eolici: al primo posto la Germania
Il Paese in questione è la Germania, dove viene realizzato il numero maggiore di nuovi impianti eolici. Quest’anno si prevede un’aggiunta di 5 GW di energia eolica onshore, quasi il triplo rispetto ai cinque anni precedenti. Secondo il rapporto di WindEurope, ciò è in gran parte dovuto alla rigorosa attuazione delle nuove normative UE per l’autorizzazione degli impianti.
A Berlino, nel 2024 sono stati autorizzati nuovi parchi eolici onshore per un valore record di 15 GW, e il Paese si accinge a superare tale primato quest’anno, avendo già concesso 8 GW di permessi nella prima metà del 2025. In media, le autorità tedesche rilasciano i permessi entro 18 mesi, rispettando i termini della Direttiva sulle energie rinnovabili (REDIII).
Gli altri Paesi in ritardo
La Germania rappresenta un’eccezione virtuosa in un’Unione Europea in cui la maggior parte dei Paesi ottiene risultati nettamente inferiori in materia di autorizzazioni per nuovi impianti eolici, mettendo in pericolo gli obiettivi della transizione energetica, di cui l’energia eolica è un pilastro fondamentale.

Tra gli altri 26 Paesi dell’UE, nessuno sta rispettando la scadenza di 24 mesi per l’autorizzazione dei nuovi parchi eolici secondo la direttiva RED III, e in molte nazioni le procedure di autorizzazione stanno persino peggiorando. “Molti Paesi, introducendo le aree di accelerazione delle energie rinnovabili, stanno creando più confusione che semplificazione”, aggiunge WindEurope.
Le principali criticità per la crescita dell’eolico
Oltre all’inaffidabilità delle procedure di autorizzazione, anche altri fattori ostacolano la crescita degli impianti eolici in Europa. WindEurope evidenzia:
- l’espansione lenta delle reti elettriche,
- la stagnazione dell’elettrificazione dell’economia,
- la progettazione non ottimale delle aste.
Giles Dickson, CEO di WindEurope, sottolinea che “i governi devono collaborare per l’energia eolica. L’energia eolica è competitiva, in quanto riduce i costi dell’elettricità per cittadini e aziende. Inoltre, le turbine eoliche locali diminuiscono la dipendenza costosa e pericolosa dalle importazioni di combustibili fossili e contribuiscono all’economia, generando posti di lavoro e introiti fiscali. Circa 400.000 persone lavorano nel settore eolico in Europa e ogni nuova turbina crea 16 milioni di euro al PIL europeo. Tuttavia, i governi non riescono a rilasciare l’autorizzazione e a espandere le installazioni nel modo necessario”.
Le previsioni per l’Europa per nuove installazioni
Ritornando ai numeri, i progressi lenti in materia di autorizzazioni e reti suggeriscono che nel 2025 l’Europa installerà meno energia eolica del previsto. All’inizio dell’anno si stimava l’installazione di 22,5 GW, ridotto ora a 19 GW. Per i Paesi UE, la previsione iniziale era di 17 GW, ora scesa a 14,5.

Per il futuro, WindEurope prevede che l’Unione Europea raggiunga una capacità di energia eolica di 344 GW entro la fine del decennio, suddivisa in 298 GW di installazioni onshore e 46 GW offshore. Tuttavia, questa stima è allarmantemente inferiore all’obiettivo dell’UE di 425 GW di capacità eolica per il 2030.
Conseguenze pericolose
Secondo Dickson, “la diminuzione della nuova capacità eolica è una cattiva notizia per la competitività europea. L’industria europea ha urgentemente bisogno di elettricità a basso costo per competere con Cina e Stati Uniti, ma troppi governi esitano a espandere l’energia eolica. Ciò mina anche l’occupazione e la crescita in settori chiave come acciaio, chimica e ICT. L’operare in Europa diventa sempre più complesso se l’Unione Europea non riesce a raggiungere i propri obiettivi energetici”.
Tuttavia, ci sono segnali incoraggianti, come l’aumento di ordini di turbine e investimenti in nuovi parchi eolici. Nel primo semestre del 2025, l’Europa ha approvato investimenti per 34 miliardi di euro in nuovi parchi, superando il totale delle FID del 2024, finanziando 14 GW di nuova capacità in arrivo. Anche gli ordini di turbine eoliche sono cresciuti nel primo semestre del 2025, con 11,3 GW, un aumento del 19% rispetto allo stesso periodo del 2024.

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